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11 luglio 2020

Il Vieta jumping

Col nome di Vieta jumping (o "root flipping") si indica una tecnica di discesa infinita utilizzata in problemi aritmetici del tipo:

Dati due interi a, b che soddisfano una data proprietà \mathsf{P}, si dimostri che una certa espressione razionale R(a, \, b) soddisfa una ulteriore proprietà \mathsf{Q}.

La forma standard del metodo consiste dei passi seguenti:
  • si suppone per assurdo che esistano a, b  che soddisfano \mathsf{P} e tali che k:=R(a, \, b) non soddisfa \mathsf{Q};
  • si sceglie la coppia (a, \, b) come sopra in modo che essa soddisfi una opportuna condizione di minimalità;
  • si fissa uno degli elementi della coppia, diciamo b, e si sostituisce l'altro con una quantità variabile x,  ottenendo una  equazione algebrica in x della forma R(x, \, b)-k=0;
  • prendendo una radice \bar{x} di tale equazione diversa da a, si fa vedere che la nuova coppia (\bar{x}, \, b) soddisfa \mathsf{P} ed è minore di (a, \, b), contraddicendo l'ipotesi di minimalità.

Applichiamo ora il Vieta jumping ad un famoso problema delle Olimpiadi Internazionali di Matematica del 1988, spesso citato per la sua difficoltà. Solo 11 partecipanti riuscirono a risolverlo, fra i quali la futura Medaglia Fields Ngô Bảo Châu e il futuro professore di Matematica a Stanford Ravi Vakil.

Problema n. 6, IMO 1988. Siamo a, b interi positivi tali che ab+1 divida a^2+b^2. Si dimostri che \frac{a^2+b^2}{ab+1} è un quadrato perfetto.
Soluzione. Si supponga che a, b siano tali che l'intero positivo k:=\frac{a^2+b^2}{ab+1} non sia un quadrato perfetto, e si scelga una coppia (a, \, b) con questa proprietà tale che a \geq b e a+b sia minimo. 

Si fissi b e si sostituisca a con una quantità variabile x, ottenendo l'equazione quadratica x^2-kbx+b^2-k=0.Sappiamo che x_1=a è una soluzione, e indichiamo l'altra soluzione con x_2; allora l'espressione di k rimane valida se si sostituisce a con x_2, in altre parole \frac{x_2^2+b^2}{x_2b+1}=k>0. Da qui segue x_2b+1 > 0, e quindi x_2 \geq 0, essendo b>0 per ipotesi.

Inoltre, dalle usuali formule per la somma e il prodotto delle radici di una equazione di secondo grado, si ricava x_2=kb-a, \quad x_2=\frac{b^2-k}{a}. La prima espressione mostra che x_2 è un intero, mentre la seconda (e qui sta il punto cruciale) implica che x_2 >0, dato che per ipotesi k non è un quadrato perfetto.   

Siccome a \geq b, si ottiene x_2 = \frac{b^2-k}{a} \leq \frac{a^2-k}{a} <a e quindi x_2+b < a +b, contraddicendo la minimalità di a+b. \square

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